Giovanni Bortoli:
LE CONSEGUENZE POSITIVE DEL COLLASSO
-una filosofia di vita in tempi cupi-
Prologo
Sono da poco passate le sei di sera del 12 agosto 2011 e qui
a Clapham è ancora molto chiaro. Daltronde siamo nel nord
Europa, nei dintorni di Londra e siamo in estate. Mi
accingo a prendere la metropolitana Linea Rossa per
raggiungere Woodgreen ma non potrò farlo. All'ingresso
trovo la via sbarrata dai cancelli che solitamente trovo
visibili solo in piena notte. Ad altezza d'occhi hanno scritto
con il pennarello nero su un foglio bianco
a causa dell'imminente collasso della società, il servizio è
garantito solamente fino alle ore 6 di sera
Non è stato il disappunto a gelarmi ma la segnalazione di
un' imminente collasso. Realisticamente penso che il
collasso della società occidentale immersa negli agi delle
cose che possiamo comprare o desiderare fra le quali
persino la salute, stia arrivando. Dopo le 6 di sera dovremo
imparare a arrangiarci.
Rivolte e rivoltelle
La strage di Oslo, le rivolte londinesi, le continue debacle
borsistiche e i piani di austerity varati da tutte le economie
dei paesi sviluppati ci hanno presentato un conto spiacevole
tanto da rendere l'estate 2011 molto amara. Siamo al
collasso del nostro benessere cresciuto quasi costantemente
dal 1945 a oggi (in pratica dalla fine della seconda guerra
mondiale). Senza voler fare fosche previsioni, le rivolte
sono sinistramente assonanti con le rivoltelle. Dovremo
attenderci che una società al collasso veda lo scatenarsi di
una vera e propria guerra dei poveri ovvero di tutti contro
tutti?
La via della contrazione
Ho letto molte cose al riguardo della società del
consumismo e penso che i timori di un benessere che sfuma
e le paure di un futuro rivoltella stile far west popolato di
immigrati sgraditi e terroristi sanguinari, sia tutt'altro che
decretato e ubiquitario. La via che porta a esiti opposti
passa dalla contrazione. Quindi se il consumismo poggia
sull'espansione infinita delle decisioni di acquisto verso
servizi e prodotti usa e getta, la contrazione significa
orientarsi su scelte di acquisto di prodotti o servizi di lunga
fruizione. Se la società collassa e i soldi cominciano a
mancare, impariamo...
• a scegliere prodotti che durano (es. se riparare un
telefonino costa 30 € e uno nuovo 60€ scelgo la via
della riparazione)
• a scegliere prodotti che non esigono più risorse per
funzionare di quanta ne producano con l'uso (es. tenere
le luci accese in stanze nelle quali non stiamo)
• a muoverci in modo parsimonioso (es. optare per il
turismo a brevissimo raggio e usare l'automobile il
meno possibile)
• a sfruttare al massimo tutti gli oggetti dei quali già
disponiamo tenendoli ben da conto e occupandoci della
loro manutenzione periodica (es. lustrare sempre le
scarpe e rammendare i vestiti logori)
Piccoli consigli
Magari ancora non si è capito ma non mi piace pensare che
il collasso di un sistema significhi la fine. Le cose negative
possono ben farci riemergere portandoci su nuove vie.
persino migliori delle precedenti. Il discorso è valido
soprattutto quando il sistema dal quale si riemerge è
diventato per certi versi un peso ovvero qualcosa di
veramente faticoso da mantenere, di stressante da vivere.
Insomma, come la pancetta che acciambella la vita degli
uomini sedentari è figlia delle abbuffate ma grava
minacciosa sulla buona salute dell'organismo.
E' venuto il momento di comunicare a mio avviso sono i
piccoli consigli per una filosofia di vita che sappia
accompagnare le nostre decisioni d'ora in poi.
Primo consiglio: essere puri nelle intenzioni
Questo consiglio vale in generale per qualsiasi azione. Mi è
venuta la riflessione pensando ai miei figli. Da genitore
posso occuparmi della loro educazione ma dovrò fare
quanto in mio potere solo nel loro bene. Senza pensare che
debbano ringraziarmi apertamente per ciò che faccio, senza
seguire le indicazioni di altri per conformarmi al ruolo del
bravo genitore insegnante severo e inflessibile (rispetto a
quale modello poi ?). Semplicemente, nella vita di cittadino
dell'occidente al collasso resterò puro nelle intenzioni,
cosciente che del mio futuro io sono il tutore, come il
bastoncino lo è per la pianta di pomodori. Il mio futuro si
avvantaggerà di un siffatto solido sostegno (che non prende
a bastonate il pomodoro) il cui solo interesse è esserci per il
suo bene.
Secondo consiglio: the show goes on anche senza di te
Spesso ci si rattrista per le cose più sciocche (es. mia
suocera mi costringe a portarla tutte le settimane al cimitero
per vedere la tomba del nonno) o per le cose più serie (es.
non riesco a dimenticare la morte di mio figlio). Lo so che alcuni
dispiaceri sono durissimi ma c'è una grande ironia in
tutto ciò; per quanto i nostri dolori siano intensi e motivati,
the show goes on anyway, il mondo continua a girare
indipendentemente e senza alcun contrattempo. Questo
potrebbe sembrare un pensiero negativo ma non lo è affatto.
Non significa che qualsiasi cosa si faccia essa è inutile;
anzi. Significa che il mondo non crolla e non crollerà
addosso a te neppure se ogni cosa andasse nel senso
contrario al tuo futuro. Tutto quanto deve diventare meno
pesante e meno doloroso perché quando le difficoltà
aumentano non deve aumentare il senso di fatica e
disperazione ma il coraggio della resistenza. Allora pensare
che domani è un altro giorno e il sole risorgerà comunque è
un segnale di grande entusiasmo.
Terzo consiglio: cercati un luogo speciale
Quarto consiglio: procurati degli interessi
Quinto consiglio: impara a scambiare
Consiglio finale: raccogli, recupera, costruisci
Conclusione per ben cominciare occorre distruggerequello che non riesce a stare in piedi da solo.
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