Il cunnilingus - Assaporare il piacere allo stato liquido
Vi siete baciati, vi siete fatti venire toccandovi, e adesso siete pronti per un altro giro di giostra. Il cunnilungus è meglio che abbeverarsi alla fonte della vita: è il nettare della vostra lei.
Ovviamente de gustibus non disputandum est, ma personalmente sono un grande fan del sapore della patatina. Intenso, marittimo, ma al tempo stesso puro e delicato. Soggetto a grandi cambiamenti, ma fidatevi: il succo della donna che amate, a prescindere dal suo sapore, per voi sarà il top.
Siete sdraiati uno accanto all’altro e lei indossa ancora le mutandine, da sfilare senza fretta. Baciatela e, lentamente, scendete sul corpo, leccandole i seni fino a farle inturgidire i capezzoli, e poi giù, verso l’ombelico. Siete già in una zona erogena (per molte ma non per tutte). Andate avanti fino al monte di Venere. Qui il gioco si fa interessante. Con la vostra linguetta iniziate a leccare facendo pressione sopra le mutande, sul grilletto. Mano mano che leccate dovrebbe diventare sempre più duro, mentre le grandi labbra si rigonfiano e i suoi caldi umori inumidiscono la parte bassa della stoffa.Mettetevi comodi, stesi sulla pancia con il corpo allungato dopo il suo: lei con le gambe allargate, voi faccia a faccia con Miss Pussy. Riprendete a leccarla, sempre sopra l’underwear, dal clitoride fino all’ingresso del piacere, spingendo con la lingua come se volesse penetrarla nonostante l’impedimento.
Virate leggermente e andate a cercare,
sfiorandole appena appena, le grandi labbra. Ora scostate tutto e
leccate all’interno, sfidando l’elastico e cercando le parti più morbide
e bagnate. A questo punto, tra lei e la vostra saliva, ci dovrebbe
essere un laghetto di acqua salata.E’ venuto il momento: con molta
nonchalance spogliatela, tanga o culotte che sia (io le annuso sempre), e
dimenticatevi di loro. Quello che vedete in questo momento è
un’esperienza mistica: il clitoride turgido e pulsante e le grandi
labbra nella loro massima espansione, bagnate, dilatate e vogliose. Con
molta intensità leccatela sotto, entrandole dentro con la lingua e
muovendola in modo rotatorio. Poi salite su fino al mini Dolmen e
sfregate le vostre labbra socchiuse. Avvertimento importante: occhio
alla barba di giornata, fa effetto cartavetrata, per niente piacevole.
Se non vi siete rasati non dovete rinunciare: basta tenere il viso a
distanza e usare solo la lingua
Piccolo appunto sul cespuglio, che può essere più o meno potato: se
lo è poco, non scorraggiatevi e giocate a fare i piccoli Indiana Jones.
Scostate le fronde aiutandovi con le mani e, se vi rimangono peli in
bocca, è tutto ok: mandate giù e passa la paura. L’ho fatto molte volte,
e sono ancora vivo! Un consiglio per le donne (una preghiera): La
ricrescita da rasoio è un crimine contro l’umanità. Personalmente la
rasatura completa da bambina in età prepubica mi fa un po’ impressione,
però apprezzo l’ordine. Un ultimo consiglio per lei: se avete una
patatina particolarmente odorosa, sappiate che esistono dei formidabile
deodoranti (‘chacun a sa merde’: in fondo io senza deodorante puzzo come
uno Yuk!).Tornando a noi, tuffatevi e baciatela ancora. Sul clitoride
la lingua deve fare movimenti leggeri e rapidi. Fatele desiderare
ciecamente tutta la vostra passione linguistica. Scendete di nuovo giù,
date un’altra bella leccata alle zone interne ed esterne, abbeverandovi
ancora (tanto non è mai abbastanza).Adesso lei è davvero pronta. Con le
labbra ben aperte baciate il clitoride e la zona circostante. Iniziate a
leccarla con la lingua in modo circolare. Occhio a non farla venire
troppo presto. Il rimanda-piacere è sempre apprezzato, se fatto bene.Adesso che è veramente eccitata ai massimi livelli potete risucchiare il clitoride come se fosse un mini Calippo e, molto delicatamente, trattenererlo slinguattandolo. Fate la stessa cosa sulla main entrance, succhiando le grandi labbra. Ora, per non farla impazzire, è giunto il momento di regalarle un orgasmo biblico. Infilatele due dita dentro mentre le leccate densamente il suo mini Joystick. Tenete le dita ferme, un po’ incurvate, premendole contro l’interno dell’osso pubico, la zona del fantomatico punto G. Aumentate vorticosamente la velocità della lingua, cercando di cavalcare la sua ‘vibe’.
Piccola postilla: raggiungere l’orgasmo non è mai qualcosa di meccanico e scontato. Alla fine la cosa più importante, al di là di tutti questi consigli, è il ritmo personale del vostro partner. Se lei è sull’onda buena, cavalcatela fino a farla esplodere nell’orgasmo fine di mondo. Quando sta venendo, arrestate la lingua ma continuate a fare pressione con tutta la bocca. Lei si sta raggomitolando su se stessa in preda a violente scariche orgasmiche. Cercate di domarla coccolandola, senza levare il vostro viso, trattenendola a voi con ferma dolcezza.
A tutto questo non ci sono controindicazioni e potete riperterlo all’infinito.
La masturbazione maschile – Come toccare lui
Seguendo il nostro Piccolo Kamasutra per Outsider, vi siete baciati e, voi femminucce, avete provato un meraviglioso orgasmo manuale. E’ ora di ricambiare il favore. Questo articolo è dedicato soprattutto alle donne.
Anche se toccare un uomo sembra evidente come lavarsi i denti, sappiate che non lo è. Anzi, è una delle cose più difficili. Un uomo è talmente abituato a toccarsi da solo, con il suo ritmo, la sua sensibilità, che una mano diversa dalla sua potrebbe non essere di suo gradimento. Anzi, è molto, ma molto difficile guadagnare la fiducia di un uomo, a tal punto da farlo sentire rilassato mentre lo toccate. E’ vitale dare l’impressione di conoscere molto bene il campo di gioco.
Se vi state baciando e se è tutto ok nel suo cervello, lui dovrebbe avere un Dolmen tra le gambe. Prima di toccarlo, se siete stese, aderite con il corpo al corpo di lui e premete una gamba tra le sue, muovendovi. Fatelo per un po’, chiaramente baciandolo, ma non per troppo. Perché adesso per voi è arrivato il momento di prendere la situazione in mano. In tutti i sensi. Raccomandazioni: per fare una buona sega non dovete sentirvi delle zoccole, ma anzi, dovete immaginare che quel meraviglioso organo sia una vostra estensione. E’ facile: il clitoride è un pene in piccolo, agite di conseguenza. Sicurezza e sensibilità e nessuna vergogna. Quindi voi donne avete una gamba tra le sue. Toglietela lentamente e iniziate a toccarlo con delicatezza sulla patta dei pantaloni. Con un dito, seguendo le curve, facendogli agognare il resto. Mettetelo nella condizione di vendere sua madre per quella pippa. Nel frattempo, state capendo per la prima volta come è fatto il vostro lui da un punto di vista anatomico. Largo e tozzo a fungo, lungo e smilzo a Mikado, possente e curvato a banana: non importa, dopo averlo fatto agognare giocando con le vostre dita leggere, toccatelo con più forza sempre sopra i pantaloni. Insomma, fatevi sentire con la pressione di tutta la vostra mano. Ora slacciate la cintura e il primo bottone dei pantaloni.Fermatevi e guadagnate con le dita la zona pube, sulla pelle. Infilate la punta delle dita nei jeans e toccate il vostro totem (se siete state brave, dovreste sentire dell’umido sulla punta).
A questo punto siete di fronte a una delle seguenti situazioni: il suo pacco è messo per il verso giusto, verso l’alto, e vi sarà semplice tirarlo fuori. In questo fortunato caso il problema di estrazione dai jeans riguarda solo le palle, altrimenti dette bucce. Non dimenticatele quando lo tirate fuori, fate prendere una boccata d’aria anche a loro, se non volete strozzarle nel tessuto. Situazione B: “Dillinger” (come lui ha deciso di chiamare il suo coso) è diventato grande in una posizione infelice. Costretto verso il basso, intrappolato da jeans stile Freddie MercuryLiberatelo il prima possibile, con delicatezza ma anche decisione (e senza provocare abrasioni. Massimo allarme in caso di zip: è peggio che la puntura di una vespa). Occhio alla unghie nelle grandi manovre. Ora avete la vostra fortuna tra le mani. Dategli pure un’occhiata, ma con discrezione, per non imbarazzarlo. Fategli solo sentire la vostra eccitazione nello stringerlo tra le dita. Cominciate lentamente a fare su e giù. Senza fretta, c’è tempo, e soprattutto per il giusto verso. Nella sua posizione naturale, ovvero puntato verso l’ombelico. Non abbassatelo, non piegatelo, non storcetelo: non è un joystick di Street Fighter. Regole di base: la pressione della mano deve essere forte (che non significa farlo diventare violaceo, ma che lui è un po’ meno delicato di lei). Bisogna impugnarlo con una certa presenza di spirito. Niente mani morte e indecise: ricordatevi che siete voi le padrone del gioco. Il su e giù all’inizio deve essere lento, ampio, ma nei limiti concessi dalla fisica. Se lo scappellate troppo, rischiate di rompere il filetto e trovarvi in una situazione tarantiniana. Nell’immaginario maschile esistono le cosiddette “strappafiletti”: l’incubo di ogni uomo! Per quanto riguarda il movimento verso l’alto, non rischiate di fargli male, ma rischiate il ridicolo (tipo sacco di patate). Su e giù con ritmo che aumenta. Le variazioni sono molto apprezzate: aumentate la velocità diminuendo la pressione per esempio, quasi a sfiorarlo, oppure stringetelo forte e scappellatelo
Con l’altra mano potete sfiorare le palle (ma senza mollare la presa), con grande delicatezza e facendo attenzione alla sua reazione. Non piace a tutti, dipende dal grado di fiducia, e l’importante è non imporre nulla.Siamo nel clou dell’azione. La cosa fondamentale è calarsi nei suoi panni. Fate una prova una volta (magari non la prima volta): salite a cavalcioni su di lui, come se lo stesse facendo a smorzacandela. Willy si troverà esattamente tra le vostre gambe, come se vi appartenesse, solo messo al contrario (quindi occhio a non tirarlo troppo verso di voi). Toccatelo così, pensando che sia vostro, immaginando il piacere che aumenta, e di conseguenza il ritmo, senza commettere il tipico errore di andare subito troppo veloce (velocità non è uguale a piacere). La cosa più arraffante in assoluto è vedere una donna che lo tocca come se fosse suo, e non come un corpo alieno o una pratica da sbrigare velocemente.Dopo qualche minuto potete aumentare il ritmo e la pressione allo stesso tempo. Fategli prendere l’onda, fategli capire che vi piace quello che state facendo e che lui è nelle vostre mani. Non è così semplice far venire un uomo in questo modo, soprattutto quando non avete confidenza, ma se ci riuscite lui, e i suoi sentimenti, ne terranno veramente conto.Ma se l’onda c’è non fatela passare. Se lui vi dice basta perché sta per venire e non vuole, voi accelerate. Fatelo venire. Bisogna rallentare drasticamente un attimo prima dell’eiaculazione, ma non togliere la mano. Anzi stringere, fare dei movimenti di su e giù impercettibili, ma farli. Il top è scappellarlo completamente mentre eiacula e poi coccolarlo con movimenti impercettibili. Quasi delle idee di movimento.Postilla: dove indirizzare lo sperma. Per il primo appuntamento va bene dove capita, probabilmente sulla sua pancia. Ma se l’amate, se avete confidenza e ve la sentite, potete soddisfare un sogno erotico molto comune, il cosiddetto facial. E’ quando lui vi viene in faccia. Al momento dell’eiaculazione, abbassate il volto e premetevi la cappella sulla guancia. Se siete veramente ardimentose, potete raccogliere con la cappella il liquido sparso sulla vostra guancia (se vi è andata male ce l’avete tra i capelli) e portarvelo alla bocca per assaggiarlo. Gli uomini adorano questo tipo di stronzate.Ritornando alla situazione base, stesi su un letto in modo classico, ecco un piccolo suggerimento da vere conoscitrici: prima di togliere la mano, tirate la pelle su. Non lasciate il vostro joystick scappellato e riverso sulla pancia, ma copritelo come si farebbe con un bimbo prima di metterlo a ninna.Evitare di tirare fuori i fazzoletti dalla borsa, perché o fa mamma o fa troia. In ogni caso non va.Per finire, non seguite questa guida in modo pedissequo, come se fossero le istruzioni di un Black & Decker, ma improvvisate!
Seguendo il nostro Piccolo Kamasutra per Outsider, vi siete baciati e, voi femminucce, avete provato un meraviglioso orgasmo manuale. E’ ora di ricambiare il favore. Questo articolo è dedicato soprattutto alle donne.
Anche se toccare un uomo sembra evidente come lavarsi i denti, sappiate che non lo è. Anzi, è una delle cose più difficili. Un uomo è talmente abituato a toccarsi da solo, con il suo ritmo, la sua sensibilità, che una mano diversa dalla sua potrebbe non essere di suo gradimento. Anzi, è molto, ma molto difficile guadagnare la fiducia di un uomo, a tal punto da farlo sentire rilassato mentre lo toccate. E’ vitale dare l’impressione di conoscere molto bene il campo di gioco.
Se vi state baciando e se è tutto ok nel suo cervello, lui dovrebbe avere un Dolmen tra le gambe. Prima di toccarlo, se siete stese, aderite con il corpo al corpo di lui e premete una gamba tra le sue, muovendovi. Fatelo per un po’, chiaramente baciandolo, ma non per troppo. Perché adesso per voi è arrivato il momento di prendere la situazione in mano. In tutti i sensi. Raccomandazioni: per fare una buona sega non dovete sentirvi delle zoccole, ma anzi, dovete immaginare che quel meraviglioso organo sia una vostra estensione. E’ facile: il clitoride è un pene in piccolo, agite di conseguenza. Sicurezza e sensibilità e nessuna vergogna. Quindi voi donne avete una gamba tra le sue. Toglietela lentamente e iniziate a toccarlo con delicatezza sulla patta dei pantaloni. Con un dito, seguendo le curve, facendogli agognare il resto. Mettetelo nella condizione di vendere sua madre per quella pippa. Nel frattempo, state capendo per la prima volta come è fatto il vostro lui da un punto di vista anatomico. Largo e tozzo a fungo, lungo e smilzo a Mikado, possente e curvato a banana: non importa, dopo averlo fatto agognare giocando con le vostre dita leggere, toccatelo con più forza sempre sopra i pantaloni. Insomma, fatevi sentire con la pressione di tutta la vostra mano. Ora slacciate la cintura e il primo bottone dei pantaloni.Fermatevi e guadagnate con le dita la zona pube, sulla pelle. Infilate la punta delle dita nei jeans e toccate il vostro totem (se siete state brave, dovreste sentire dell’umido sulla punta).
A questo punto siete di fronte a una delle seguenti situazioni: il suo pacco è messo per il verso giusto, verso l’alto, e vi sarà semplice tirarlo fuori. In questo fortunato caso il problema di estrazione dai jeans riguarda solo le palle, altrimenti dette bucce. Non dimenticatele quando lo tirate fuori, fate prendere una boccata d’aria anche a loro, se non volete strozzarle nel tessuto. Situazione B: “Dillinger” (come lui ha deciso di chiamare il suo coso) è diventato grande in una posizione infelice. Costretto verso il basso, intrappolato da jeans stile Freddie MercuryLiberatelo il prima possibile, con delicatezza ma anche decisione (e senza provocare abrasioni. Massimo allarme in caso di zip: è peggio che la puntura di una vespa). Occhio alla unghie nelle grandi manovre. Ora avete la vostra fortuna tra le mani. Dategli pure un’occhiata, ma con discrezione, per non imbarazzarlo. Fategli solo sentire la vostra eccitazione nello stringerlo tra le dita. Cominciate lentamente a fare su e giù. Senza fretta, c’è tempo, e soprattutto per il giusto verso. Nella sua posizione naturale, ovvero puntato verso l’ombelico. Non abbassatelo, non piegatelo, non storcetelo: non è un joystick di Street Fighter. Regole di base: la pressione della mano deve essere forte (che non significa farlo diventare violaceo, ma che lui è un po’ meno delicato di lei). Bisogna impugnarlo con una certa presenza di spirito. Niente mani morte e indecise: ricordatevi che siete voi le padrone del gioco. Il su e giù all’inizio deve essere lento, ampio, ma nei limiti concessi dalla fisica. Se lo scappellate troppo, rischiate di rompere il filetto e trovarvi in una situazione tarantiniana. Nell’immaginario maschile esistono le cosiddette “strappafiletti”: l’incubo di ogni uomo! Per quanto riguarda il movimento verso l’alto, non rischiate di fargli male, ma rischiate il ridicolo (tipo sacco di patate). Su e giù con ritmo che aumenta. Le variazioni sono molto apprezzate: aumentate la velocità diminuendo la pressione per esempio, quasi a sfiorarlo, oppure stringetelo forte e scappellatelo
Con l’altra mano potete sfiorare le palle (ma senza mollare la presa), con grande delicatezza e facendo attenzione alla sua reazione. Non piace a tutti, dipende dal grado di fiducia, e l’importante è non imporre nulla.Siamo nel clou dell’azione. La cosa fondamentale è calarsi nei suoi panni. Fate una prova una volta (magari non la prima volta): salite a cavalcioni su di lui, come se lo stesse facendo a smorzacandela. Willy si troverà esattamente tra le vostre gambe, come se vi appartenesse, solo messo al contrario (quindi occhio a non tirarlo troppo verso di voi). Toccatelo così, pensando che sia vostro, immaginando il piacere che aumenta, e di conseguenza il ritmo, senza commettere il tipico errore di andare subito troppo veloce (velocità non è uguale a piacere). La cosa più arraffante in assoluto è vedere una donna che lo tocca come se fosse suo, e non come un corpo alieno o una pratica da sbrigare velocemente.Dopo qualche minuto potete aumentare il ritmo e la pressione allo stesso tempo. Fategli prendere l’onda, fategli capire che vi piace quello che state facendo e che lui è nelle vostre mani. Non è così semplice far venire un uomo in questo modo, soprattutto quando non avete confidenza, ma se ci riuscite lui, e i suoi sentimenti, ne terranno veramente conto.Ma se l’onda c’è non fatela passare. Se lui vi dice basta perché sta per venire e non vuole, voi accelerate. Fatelo venire. Bisogna rallentare drasticamente un attimo prima dell’eiaculazione, ma non togliere la mano. Anzi stringere, fare dei movimenti di su e giù impercettibili, ma farli. Il top è scappellarlo completamente mentre eiacula e poi coccolarlo con movimenti impercettibili. Quasi delle idee di movimento.Postilla: dove indirizzare lo sperma. Per il primo appuntamento va bene dove capita, probabilmente sulla sua pancia. Ma se l’amate, se avete confidenza e ve la sentite, potete soddisfare un sogno erotico molto comune, il cosiddetto facial. E’ quando lui vi viene in faccia. Al momento dell’eiaculazione, abbassate il volto e premetevi la cappella sulla guancia. Se siete veramente ardimentose, potete raccogliere con la cappella il liquido sparso sulla vostra guancia (se vi è andata male ce l’avete tra i capelli) e portarvelo alla bocca per assaggiarlo. Gli uomini adorano questo tipo di stronzate.Ritornando alla situazione base, stesi su un letto in modo classico, ecco un piccolo suggerimento da vere conoscitrici: prima di togliere la mano, tirate la pelle su. Non lasciate il vostro joystick scappellato e riverso sulla pancia, ma copritelo come si farebbe con un bimbo prima di metterlo a ninna.Evitare di tirare fuori i fazzoletti dalla borsa, perché o fa mamma o fa troia. In ogni caso non va.Per finire, non seguite questa guida in modo pedissequo, come se fossero le istruzioni di un Black & Decker, ma improvvisate!
La masturbazione femminile – Come toccare lei
A questo punto potete farle sentire sulla coscia il vostro membro (il mio l’ho chiamato Dillinger), che ormai sara’ di marmo. Ma non e’ giunto il momento di usarlo. Stasera sarete molto altruisti (ma vi garantisco che la pippa che vi farete a casa sara’ spettacolare). Portate pazienza.
Se tutto va bene, il suo respiro adesso e’ un po’ affannato. E’ pronta. In teoria le sue mutandine dovrebbero gia’ essere umide. Se ha i jeans toccatela sul tessuto, attenti a non farle male con la cucitura. Aprite in modo sexy i bottoni e infilatele piano una mano sopra (mi raccomando sopra) le mutande.
Se ha la gonna e’ tutto piu’ facile. Guadagnate subito la pelle (non alzandole la gonna ma infilandole una mano sotto), e toccatela intorno alla micina. Ancora giu’ le mani da clitoride, grandi labbra e compagnia bella. Accarezzate delicatamente l’interno coscia guadagnando millimetri e iniziate e sfiorare la parte delle mutandine che ora e’ gonfia e vogliosa.
Sia in caso di jeans che di gonna, e’ finalmente arrivato il momento di infilarle una mano nelle mutandine e cominciare gentilmente a cercare il clitoride. State scoprendo come e’ fatta questa nuova patatina. Ce ne sono di tutti i tipi, con clitoridi enormi o minuscoli, bagnate come un ghiacciolo al sole o asciutte come un millefoglie senza crema. Se e’ particolarmente diversa da quelle conosciute fino adesso, non panicate: diverso e’ bello, ma il procedimento e’ sempre standard.
La cosa fondamentale e’ il ritmo. Movimento rotatorio sempre nello stesso senso, lentamente e delicatamente. Non fate troppa pressione nei momenti iniziali e non prendete un ritmo da frullino. Fate durare questa prima fase poco piu’ di un minuto (mi raccomando delicati). In caso di millefoglie senza crema, inumiditevi le dita con la saliva e aiutate il processo. Evitate di continuare per troppo tempo a toccare una donna che non e’ per niente bagnata. Puo’ essere molto fastidioso.
Diciamo che a questo punto e’ bagnata e arrapata. Tirate fuori la mano dalle mutadine e fatela rientare non piu’ da sopra ma dal bordo laterale. Vi si apre uno scenario di grandi labbra bagnate e inedite morbidezze. Massaggiate l’ingresso del piacere con le dita appena dentro, e tornate con le dita bagnate a stimolare il clitoride. Dopo un po’ di avanti e indietro (lei ormai dovrebbe ansimare), infilate un dito dentro, e se e’ molto grande e bagnata, due. Con delicatezza e decisione.
Sappiate che il puntoG e’ nei paraggi, dietro l’osso pubico. Cio’ significa che non dovete tentare di arrivare al collo dell’utero, in alto, ma stimolare essenzialmente la parete anteriore. Per intenderci, la parte dietro al clitoride.
Non fate sentire di aver fretta di farla venire. L’ansia e la fretta inibiscono qualsiasi orgasmo. Godetevi questo momento in cui il suo piacere e’ nelle vostre mani. Ricordatevi anche che il suo godimento non e’ proporzionale alla velocita’ dei vostri movimenti. Potete anche fermarvi per brevi istanti per farla agognare. Ma attenzione, mantenete il filo teso: per una donna, come per un uomo, uscire dall’arrapamento puo’ essere un click.
Ora, per farla impazzire, con le due dita dentro e movimento coordinato, stimolate con il pollice il clitoride. I vostri movimenti possono farsi a questo punto piu’ decisi. Mettete da parte un po’ della gentilezza iniziale. Aumentate il ritmo.
Ora e’ una questione di sensibilita’. Forse la maggior parte delle donne verra’ essenzialmente per la stimolazione clitoridea, ma ce ne sono altre a cui piacciono di piu’ le dita dentro. Una cosa e’ certa: la combinazione e’ vincente. Ma tra tutti i movimenti che avrete improvvisato fin’ora, ce ne saranno alcuni che la fanno ansimare di piu’. Scommettete su quelli. Nel 90% dei casi le due dita zuppe che massaggiano molto intensamente il clitoride, di li’ a poco, faranno esplodere la vostra bella in un profondo e intenso piacere.
Durante l’orgasmo stringetela forte e, quando lei comincia a irrigidire e chiudere le gambe, arrestate i movimenti bruschi della mano. Aspettate che l’orgasmo sia finito per togliere delicatamente le dita da dentro, ma ma non levate la mano. Lasciatela li’ e stringetela per regalarle le ultime saette di piacere.
Abbiate la sensibilita’ di capire quando vuole essere lasciata in pace. Se fuma, offritele una sigaretta e ditele quanto e’ stato bello farla venire.
A questo punto potete farle sentire sulla coscia il vostro membro (il mio l’ho chiamato Dillinger), che ormai sara’ di marmo. Ma non e’ giunto il momento di usarlo. Stasera sarete molto altruisti (ma vi garantisco che la pippa che vi farete a casa sara’ spettacolare). Portate pazienza.
Se tutto va bene, il suo respiro adesso e’ un po’ affannato. E’ pronta. In teoria le sue mutandine dovrebbero gia’ essere umide. Se ha i jeans toccatela sul tessuto, attenti a non farle male con la cucitura. Aprite in modo sexy i bottoni e infilatele piano una mano sopra (mi raccomando sopra) le mutande.
Se ha la gonna e’ tutto piu’ facile. Guadagnate subito la pelle (non alzandole la gonna ma infilandole una mano sotto), e toccatela intorno alla micina. Ancora giu’ le mani da clitoride, grandi labbra e compagnia bella. Accarezzate delicatamente l’interno coscia guadagnando millimetri e iniziate e sfiorare la parte delle mutandine che ora e’ gonfia e vogliosa.
Sia in caso di jeans che di gonna, e’ finalmente arrivato il momento di infilarle una mano nelle mutandine e cominciare gentilmente a cercare il clitoride. State scoprendo come e’ fatta questa nuova patatina. Ce ne sono di tutti i tipi, con clitoridi enormi o minuscoli, bagnate come un ghiacciolo al sole o asciutte come un millefoglie senza crema. Se e’ particolarmente diversa da quelle conosciute fino adesso, non panicate: diverso e’ bello, ma il procedimento e’ sempre standard.
La cosa fondamentale e’ il ritmo. Movimento rotatorio sempre nello stesso senso, lentamente e delicatamente. Non fate troppa pressione nei momenti iniziali e non prendete un ritmo da frullino. Fate durare questa prima fase poco piu’ di un minuto (mi raccomando delicati). In caso di millefoglie senza crema, inumiditevi le dita con la saliva e aiutate il processo. Evitate di continuare per troppo tempo a toccare una donna che non e’ per niente bagnata. Puo’ essere molto fastidioso.
Diciamo che a questo punto e’ bagnata e arrapata. Tirate fuori la mano dalle mutadine e fatela rientare non piu’ da sopra ma dal bordo laterale. Vi si apre uno scenario di grandi labbra bagnate e inedite morbidezze. Massaggiate l’ingresso del piacere con le dita appena dentro, e tornate con le dita bagnate a stimolare il clitoride. Dopo un po’ di avanti e indietro (lei ormai dovrebbe ansimare), infilate un dito dentro, e se e’ molto grande e bagnata, due. Con delicatezza e decisione.
Sappiate che il puntoG e’ nei paraggi, dietro l’osso pubico. Cio’ significa che non dovete tentare di arrivare al collo dell’utero, in alto, ma stimolare essenzialmente la parete anteriore. Per intenderci, la parte dietro al clitoride.
Non fate sentire di aver fretta di farla venire. L’ansia e la fretta inibiscono qualsiasi orgasmo. Godetevi questo momento in cui il suo piacere e’ nelle vostre mani. Ricordatevi anche che il suo godimento non e’ proporzionale alla velocita’ dei vostri movimenti. Potete anche fermarvi per brevi istanti per farla agognare. Ma attenzione, mantenete il filo teso: per una donna, come per un uomo, uscire dall’arrapamento puo’ essere un click.
Ora, per farla impazzire, con le due dita dentro e movimento coordinato, stimolate con il pollice il clitoride. I vostri movimenti possono farsi a questo punto piu’ decisi. Mettete da parte un po’ della gentilezza iniziale. Aumentate il ritmo.
Ora e’ una questione di sensibilita’. Forse la maggior parte delle donne verra’ essenzialmente per la stimolazione clitoridea, ma ce ne sono altre a cui piacciono di piu’ le dita dentro. Una cosa e’ certa: la combinazione e’ vincente. Ma tra tutti i movimenti che avrete improvvisato fin’ora, ce ne saranno alcuni che la fanno ansimare di piu’. Scommettete su quelli. Nel 90% dei casi le due dita zuppe che massaggiano molto intensamente il clitoride, di li’ a poco, faranno esplodere la vostra bella in un profondo e intenso piacere.
Durante l’orgasmo stringetela forte e, quando lei comincia a irrigidire e chiudere le gambe, arrestate i movimenti bruschi della mano. Aspettate che l’orgasmo sia finito per togliere delicatamente le dita da dentro, ma ma non levate la mano. Lasciatela li’ e stringetela per regalarle le ultime saette di piacere.
Abbiate la sensibilita’ di capire quando vuole essere lasciata in pace. Se fuma, offritele una sigaretta e ditele quanto e’ stato bello farla venire.
Cosa non fare assolutamente:
- Cercare selvaggiamene di infilarle dita dentro. Il piacere non e’ li’.
- Sgrillettare il clitoride asciutto all’impazzata. Non e’ il vostro antistress.
- Fare cose troppo pornografiche per il vostro grado di intimita’, tipo infilarle in bocca le vostre dita bagnate dei suoi umori. Magari non gradisce.
- Prendere le mutandine e tirarle come un elastico. E’ arrapante una volta su 100.
- Mostrarsi insicuri, impauriti, con le mani tremolanti: per venire lei deve avere l’impressione che voi sappiate perfettamente quello che state facendo.
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